GIOVANNI CALDARONE
SPORT'S HISTORY
Fu direttore dell'Istituto di Medicina dello Sport, valido docente di Scienza dell'Alimentazione
GIOVANNI CALDARONE, medico sportivo
I FUNERALI MERCOLEDI 22 APRILE, ALLE ORE 12:00, NELLA CHIESA DI SANTA CHIARA, IN PIAZZA DEI GIOCHI DELFICI
La notizia della scomparsa di Giovanni mi colpisce veramente e profondamente. Lo conoscevo “solo”… dal 1966, quando io, allievo del primo corso della Scuola Centrale dello Sport (...la Scuola si chiamava così allora), lo incontrai per la prima volta. Era l'assistente del professor Topi, titolare della cattedra di Scienza dell’Alimentazione
Ma per me e per i miei colleghi non era soltanto un insegnante: era una presenza costante, empatica, nonché una guida con tanta personalità. Era uno dei nostri punti di riferimento umani e professionali , e per molti di noi ha continuato in questo suo ruolo ad esserlo, anche nel corso della vita lavorativa nel mondo dello sport.
Mi ha sempre colpito il suo comportamento da "docente", perché sapeva essere il mediatore tra la teoria e la pratica, tra la complessità della disciplina e (parlo sempre a titolo personale, ma credo che molti altri miei colleghi lo abbiano inteso in questo modo) la mia voglia di capire.
Con la sua calma, la sua ironia sempre pronta e quella capacità rara di spiegare, riusciva a rendere chiari concetti che altrimenti (insisto: almeno per me...) sarebbero rimasti astratti. Non l’ho mai visto arrabbiato. Sempre disponibile, sempre professionale, sempre consapevole del suo ruolo. Eppure, dietro quella compostezza, c’era un entusiasmo autentico, quasi contagioso, soprattutto quando si parlava di Medicina Sportiva. Per lui la Medicina dello Sport era un dogma, una vocazione, una vera e propria religione, della quale lo sport – ad ogni livello e in ogni latitudine – doveva e deve essere inscindibile.
In quegli anni lontani, tra il 1966 e il 1969, quando la Medicina dello Sport stava conquistando dignità e riconoscimento, Giovanni si era immerso in quella sfida con passione totale, sentendosi parte di un’avventura che avrebbe segnato il futuro della disciplina.
Noi dell’APEC lo abbiamo avuto tante volte come Presidente d’Assemblea, persino nell’ultima edizione, appena due mesi fa, e lo ricordiamo tutti quando volle rivolgersi ai delegati e, con quel suo humor raffinato, elegante ma anche pungente, ci disse: “Da tanti anni mi date l’onore di presiedere l’assemblea, ed io ho sempre accettato perché mi piace essere tra voi, perché come voi sono stato dipendente del CONI. Stavolta, oltre al piacere, avevo un motivo personale: farvi vedere che sono ancora vivo!”
Una battuta che solo lui poteva permettersi, con quella leggerezza intelligente che lo ha sempre contraddistinto.
Grazie Giovanni. Due mesi fa ci hai fatto un regalo enorme: per l’ultima volta poterti applaudire, farti sentire il nostro affetto e la nostra stima. Sentimenti che non svaniranno mai. Ciao Giovanni, Medico Sportivo, qualifica che volevi fosse riportata sulla tua tomba. Non era una boutade di quelle che si dicono sulla propria morte, per esorcizzare questo evento, ma un vero e proprio desiderio che, in epoca non sospetta, credo almeno vent’anni fa, ci partecipasti a voce alta in uno dei tuoi discorsi d’apertura di una nostra Assemblea APEC. Ciao e ancora grazie! (Augusto Rosati)
Il video del simpatico e presago saluto ai presenti del dr. Giovanni Caldarone, che fu Presidente dell'Assemblea Annuale dello scorso 9 marzo 2026